L’idea di queste Novelle Artigiane è nata più di quattro anni fa. Dopo una vita trascorsa a studiare, analizzare e raccontare il lavoro e le sue trasformazioni con gli occhi del sociologo, ho deciso che da grande volevo fare lo scrittore e così ho cominciato a discuterne con Luca Moretti e Cinzia Massa e, con il loro aiuto, a lavorarci su.
Avevo già pubblicato per l’editore Ediesse Bella Napoli, Testa, Mani e Cuore, e anche Enakapata con Luca e Rione Sanità con Cinzia, stavo per iniziare il mio viaggio con il blog #lavorobenfatto su Nòva Il Sole 24 Ore e insomma alle soglie dei sessanta anni ho pensato che era il momento di fare il salto esagerato. Perché sì, cara lettrice e caro lettore, il salto dalla saggistica allo storytelling è grande ma quello dallo storytelling alla letteratura è esagerato, almeno così lo sto vivendo io. Ciò detto, mi resta da aggiungere che come tutte le piccole grandi imprese anche la mia ha un gran numero di persone a cui è in qualche modo debitrice, e tra queste ce ne stanno un po’ che proprio non ce la faccio a non ringraziarle.

Grazie dunque a Luca e Cinzia, per tutto.
A Giancarlo Carniani, Giuseppe Del Vecchio, Giuseppe Rivello e Antonio Zambrano per l’amicizia, il lavoro e le idee che hanno ispirato me e i protagonisti delle mie novelle.
A Michele Cignarale, Michele Croccia, Fabio Di Domenico, Patrizio Fiscina, Clara Frandi, Elisa Gelso, Mauro Lotti, Antonio Pellegrino, Francesco Pellegrino, Michele Pellegrino, Antonia Pisano, Teresa Rivello per avermi aiutato, con le loro storie, a dare più senso e bellezza alle mie.
A Irene Gonzalez per quanto sa essere un editor inflessibile e sa darti coraggio quando serve.
A Sara Lubrano per l’idea dalla quale è nato il logo.
A Riccardo Moretti per aver ispirato il personaggio di Luigino e aver contribuito a migliorare gli incipit delle tre novelle.
A Roberto Paura per avermi aiutato a non perdermi tra lo spazio e il tempo.
A Geremia Pepicelli per le immagini di copertina, la generosità e la gentilezza.

Grazie alla comunità di Caselle in Pittari, diventata in questi anni parte di me, della mia vita e del mio futuro.

Grazie a Josephine Baker, Jorge Luis Borges, Italo Calvino, Elias Canetti, Raymond Carver, Eduardo De Filippo, James Hillman, Francois Jullien, Milan Kundera, Lao Tze, Cesare Pavese, Carlo Rovelli, Richard Sennett, Antoine de Saint-Exupéry, Sun Tzu, Quentin Tarantino, Totò, Salvatore Veca, Lana e Lilly Wachowski per l’ispirazione, i pensieri e le voci che ho rubato.

Grazie infine a te, cara lettrice e caro lettore, per avermi accompagnato fin qui. Se poi troverai la voglia e il tempo di scrivermi le tue impressioni, te ne sarò profondamente grato.
Nel caso, il mio indirizzo mail è: vmoretti@lavorobenfatto.org

Resto in ascolto.

Vincenzo Moretti